Progettazione di una On Board Unit per la comunicazione interveicolare

L’incremento di motorizzazione, urbanizzazione e crescita demografica ha come ripercussione un costante aumento del traffico stradale. In Italia nelle maggiori città, il problema del traffico, soprattutto nei centri cittadini, è una realtà di tutti i giorni.

In questa ottica il nostro paese detiene il record del numero di auto per abitante (60 ogni 100 abitanti). Questo numero di auto mette a dura prova la nostra rete stradale ed autostradale; provocando a volte disagi dovuti a congestioni del traffico, perlopiù dovuto ad incidenti, con conseguenti code spesso inevitabili. E’ cosa nota che gli incidenti sono causati principalmente da comportamenti scorretti da parte dei conducenti delle vetture ed in minore misura da altri fattori come avarie meccaniche o lo stato delle infrastrutture viarie. Una ventina d’anni fa si iniziò ad immaginare una soluzione per far fronte al problema. Nel 1991 il congresso degli Stati Uniti d’America nell’Intermodal Surface Transportation Efficiency Act (ISTEA), creò un programma chiamato Intelligent Vehicle Highway Systems (IVHS), chiamati al giorno d’oggi ITS (Intelligent Trasportation System) i cui obbiettivi principali erano quelli di aumentare la sicurezza stradale, evitare le congestioni del traffico e ridurre l’inquinamento per salvaguardare i combustibili fossili, destinati all’esaurimento. Fin dall’inizio, venne intuito che le comunicazioni wireless erano il fondamento su cui si potevano basare la maggior parte dei servizi di tipo ITS. All’epoca le poche applicazioni esistenti, come ad esempio il pagamento dei pedaggi automatizzato (Telepass), utilizzavano uno spettro tra 902MHz e 928MHz; purtroppo questa porzione di spettro era troppo stretta e affollata per poterla sfruttare con servizi di comunicazioni ITS.
Di conseguenza nel 1997 i vari enti interessati allo sviluppo fecero una petizione alla Federal Communication Commission (FCC) per ottenere 75MHz di banda allocati attorno a 5.9GHz con l’obbiettivo di utilizzare questo spettro per le Dedicated Short Range Communication (DSRC) negli ITS. La FCC accett` la richiesta nell’ottobre del 1999 assegnando 75MHz di banda tra 5.85GHz e 5.925GHz per DSRC-ITS. Nel luglio del 2002, i vari enti influenzarono la commissione dell’FCC per quanto riguardavano le licenze, le norme e le possibili applicazioni dei servizi che potevano fornire le comunicazioni DSRC-ITS. Venne consigliato l’adozione di uno standard unico per quanto riguardava il livello fisico (PHY) e il livello MAC e si propose uno sviluppo in collaborazione con la American Society for Testing and Materials (ASTM) sul protocollo IEEE 802.11. La FCC accett` ufficialmente la proposta negli anni tra il 2003-2004. Nel 2004 un gruppo di ricercatori di IEEE prese in mano il progetto iniziato e cominciò a sviluppare una versione dello standard 802.11 contenente nozioni sulle o applicazioni veicolari. Il documento ` conosciuto come 802.11p. Un altro gruppo di e ricercatori di IEEE (conosciuto come gruppo 1609) era impegnato a sviluppare specifiche per completare anche gli altri livelli del protocollo. Oggi lo standard IEEE1609 è composto da quattro documenti IEEE 1609.1, IEEE 1609.2, IEEE 1609.3 e IEEE 1609.4. Nel complesso i protocolli: IEEE 802.11p e IEEE 1609.1-2-3-4 che ricoprono l’ambito delle comunicazioni interveicolari (o VANETs Vehicular AdHoc NETworks), sono conosciuti come Wireless Access in Vehicular Environments (WAVE).
 

Corso di Laurea: 
Laurea Magistrale in Ingegneria Informatica e dell'Automazione
Anno Accademico: 
2010
Tesista
Tesista: 
Riccardo Pelliccia
Relatore
Relatore: 
Prof. Aldo Franco Dragoni
Email: 
Correlatore
Correlatore: 
Paolo Pagano
Email: